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martedì 6 maggio 2014

06 Maggio 1976 - 06 Maggio 2014




TRENTOTTO ANNI.




Così tanti ne sono passati e il Friuli ancora ricorda la tragedia del terremoto.
Ricorda le mille vite spezzate, le case cadute, gli edifici rasi al suolo dalla terribile scossa scatenata alle ore 21 del 6 maggio 1976, una scossa che ha cambiato e valorizzato l'indole lavoratrice dei friulani.
Di un intera regione.

L'epicentro ha maggiormente colpito i centri urbani di Gemona, Venzone, Buja, Majano e altri 137 comuni limitrofi.


Leggendo stamane il quotidiano regionale si legge:


 «Quella ricostruzione, quel modello Friuli divenuto esemplare nel mondo, oggi non sarebbe più possibile. Se la prevenzione, con la mappa dei rischi e un sistema di Protezione civile senza eguali in Italia, è una straordinaria garanzia, e le tecnologie al suo servizio sono eccellenti, dall’altro lato il pachiderma della burocrazia non permetterebbe quelle strategie, quei ruoli e quei tempi. Andate a vedere all’Aquila, andate in Emilia...».


Venzone - 1976

Venzone - giorni nostri

Vi parlo ora di Venzone, piccolo comune dove una passeggiata nel centro storico è d'obbligo ogni volta che passiamo nei dintorni.
Venzone è un piccolo centro abitato già dal 1965 monumento nazionale nel 1976 è stato uno degli epicentri del sisma. Interessanti sono le mura medioevali che delineano i confini del centro abitato.La ricostruzione dell'altezza delle mura è segnata con dei ciottoli di colore rosso.
Una visita alle mummie è tappa fissa per la nostra famiglia. Appartengono ad un epoca compresa tra il XIV ed il XIX secolo e il processo di mummificazione è dovuto a cause naturali quali la temperature, all'umidità adatta e all'alta presenza di solfato di calcio nel terreno. Sono visitabili tramite gettone automatico in un edificio in parte al duomo.



Orgogliosi della nostra voglia di ricominciare a testa alta speriamo d'essere di buon esempio a tutti gli altri comuni.





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